L’Espresso (14 marzo 2013)


Osteria contemporanea alle porte della città. In cucina la buona semplicità fa rima con qualità. Da provare il “quinto quarto di chianina”, i maccheroni “Leonessa” al ragù bianco di coda, il pollo allevato in libertà cotto sulla brace, la meringa con panna e cioccolato fondente. Notevole la cantina. Sui 35 euro.

Silvia, dopo i suoi magnifici uomini (Pietro e Giulio, 14 e 12 anni), ha due grandi passioni: la letteratura tedesca e la cucina. Dopo gli studi in germanistica ha rilevato insieme al marito Arek il ristorante di famiglia, trasformando il suo amore per la cucina in un’arte più che in un lavoro. Ciò grazie al connubio tra gli antichi saperi culinari umbri della madre Luisa e ricette e sperimentazioni attuali, che tengono sempre conto di due fattori: le produzioni del territorio e l’alta qualitá delle materie prime.