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Il trionfo della natura: in Umbria, tra giugno e luglio

È tempo di fioriture in terra d’Umbria

Tra la fine di giugno e le prime settimane di luglio le verdi colline si ricoprono di manti e coperte di allegri fiori variopinti.

La più celebre tra queste effimere e magnifiche attrazioni naturali si trova in Valnerina. Il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto sono un’area di circa 20 chilometri quadrati, a breve distanza dal piccolo borgo di Castelluccio di Norcia, e rappresentano certamente in ogni periodo dell’anno uno dei luoghi dal punto di vista naturalistico più belli del nostro territorio. Ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, al confine naturale tra Umbria e Marche, a più di 1500 metri di altezza. È tra la seconda metà di maggio e la prima metà di luglio, tuttavia, che la natura ci dona il suo massimo trionfo aprendosi in tavolozze accese e magiche Lenticchie ed altre leguminose, in primis, ma anche papaveri, asfodeli, narcisi, violette, genzianelle, trifogli e altri fiori spontanei fioriscono in tempi differenti: la senape comincia per prima, riempiendo di giallo le vallate, e per ultimo arriva il fiordaliso, a donare un tocco di azzurro ai campi già colmi di tanti colori . Non c’è una data prestabilita: le fioriture sono soggette all’andamento della stagione, ma generalmente raggiungono il proprio culmine nella prima metà di luglio, che è il periodo migliore per visitare questi luoghi. Lo spettacolo della natura vi lascerà a bocca aperta: non è possibile descriverlo a parole, occorre viverlo.

Per informazioni https://lafiorituradicastelluccio.it/

 

 

Meno famosa ed estesa, ma certamente suggestiva – e soprattutto meno frequentata- è la fioritura dei piani del Parco di Colfiorito. L’area di Colfiorito riveste una eccezionale importanza naturalistica; ubicata nei pressi della bella cittadina di Foligno, è formata da sette altopiani di natura carsica, che in epoca remota erano occupate da laghi. L’unico altopiano tra questi sette ove l’acqua ancora oggi si trova tutto l’anno è la Palude di Colfiorito, mentre le altre aree sono soggette alle variazioni stagionali. La palude rappresenta un vero e proprio paradiso per gli appassionati di birdwatching; inoltre l’intero territorio è costellato da antiche ed interessanti fortificazioni di altura per garantire la difesa e l’avvistamento: i castellieri. Nel periodo tra maggio e luglio è possibile ammirare il grande spettacolo naturale dei campi in fiore: il rosso dei tanti papaveri, il bianco di camomilla e pratolina, l’azzurro dei fiordalisi, il giallo dei ranuncoli, del soffione e del tarassaco e i colori di tanti fiori sono una vera festa per gli occhi ed insieme per il naso, inebriandoci con l’intensità dei loro profumi.

Per informazioni http ://www.parks.it/parco.colfiorito/

 

 

Vi è infine un’altra fioritura che vi consigliamo di ammirare, ma d’autunno, questa volta: quello del Crocus sativus, il fiore dai cui stigmi si ricava lo zafferano. La pianta fiorisce dalla seconda metà di ottobre a tutto novembre in meravigliose distese di viola e di scarlatto. Lo zafferano, dall’arabo za-farà (che vuol dire ‘croco’) è stato introdotto in Europa dai conquistatori arabi, ed ha un’ampia tradizione agricola nelle regioni dell’Italia centrale, tra Marche, Abruzzo e Umbria. In quest’ultimo territorio, in particolare, la coltivazione della pianta è stata un tempo una risorsa economica così importante che questa era addirittura utilizzata quale moneta  di scambio. Così è stato fino al Seicento; in seguito se ne era quasi perso l’uso, fino a ricomparire in epoca contemporanea per essere coltivata con metodi più moderni e redditizi.

 

 

La tradizione dello zafferano in Umbria è presente in diverse aree: il territorio di Cascia, lo Spoletino, la Valnerina, Città della Pieve. In particolare, grazie alla collaborazione tra il Comune di Cascia, l’università degli Studi di Perugia e un gruppo di coraggiosi coltivatori, è nata nel 2012 l’Associazione dello Zafferano di Cascia. Noi di ‘Stella’ ci affidiamo per le nostre preparazioni ad uno dei produttori afferenti all’associazione, non solo per lo zafferano ma anche per la roveja, un antico legume di cui si era persa memoria, che solo di recente è stato riscoperto e costituisce un presidio Slow Food.

È Adelino De Carolis, la cui azienda a conduzione familiare ha sede nel piccolo borgo di Civita di Cascia, a 1200 metri di altitudine. Adelino dal 1990 conduce l’attività agricola che precedentemente era del padre Armando, e ancora prima del nonno. Lunghi e rigidi inverni, primavere tardive e brevi estati caratterizzano il clima di queste parti. E’ un ambiente difficile ma ancora libero e vero: fatta eccezione per gli attrezzi agricoli, il modo di coltivare la terra è ancora lo stesso, da secoli, legato al sole ed alle stagioni. Certo la resa del prodotto coltivato in montagna è inferiore ma la qualità è nettamente superiore. Tra la metà di ottobre e la metà di novembre, nel periodo della raccolta dei fiori di zafferano, è possibile visitare l’azienda di Adelino, e addirittura partecipare alla raccolta dei fiori.   Un modo diverso di viaggiare, facendo esperienze autentiche, non solo di natura estetica.

Per informazioni http://www.roveja.it/azienda-agricola-de-carolis-adelino/

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