A spasso per Corso Cavour: dalla Basilica di San Domenico alla Porta di San Pietro
Proseguendo di qualche centinaio di metri, sulla destra, si apre Piazza Giordano Bruno, dominata dalla massiccia mole della Basilica di San Domenico. Iniziata nel 1304 sui resti di una precedente costruzione romanica di ridotte dimensioni, venne terminata nel 1458. Subì nel tempo diversi crolli e rifacimenti a causa delle sue dimensioni troppo ampie. L’aspetto attuale della facciata si deve dall’architetto pontificio Carlo Maderno, protagonista dei lavori di ristrutturazione della struttura tra il 1629 e il 1632. Il tozzo campanile quattrocentesco venne ‘decapitato’ dalla bella cuspide gotica nel 1545, secondo alcuni storici locali poiché inficiava la traiettoria dei cannoni della vicina fortezza Paolina. Del complesso gotico delle origini rimangono il bel chiostro di ingresso e l’area del presbiterio; alcune delle cappelle conservano ancora tracce degli affreschi medievali. Notevole nella seconda cappella a destra dell’altare il bel monumento funebre di Benedetto XI (1304/1305), pontefice domenicano responsabile dell’ampliamento e del rifacimento gotico della primitiva Chiesa.
Il convento di San Domenico è stato uno dei più importanti della città: i domenicani erano infatti amministratori del Comune perugino e qui aveva sede l’archivio comunale. Oggi ospita le sale dell’Archivio di Stato e quelle ricche di tesori del MANU, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. La bella piazzetta reca al centro una bella vera da pozzo, di probabile origine medievale. La data indicata su una delle lastre, 1452, è relativa a un probabile rifacimento. Il grifo rampante, simbolo del Comune perugino, ne indica la costruzione e la funzione pubblica, mentre la presenza della conchiglia di San Giacomo da Compostela indica la funzione di transito e pelle raggio della via.

Poco più avanti, sulla destra, due edifici storici ospitano rispettivamente la Caserma dei Vigili del fuoco e la Caserma dei Carabinieri. Entrambi questi edifici un tempo ospitavano antichi conventi. Il primo era il Monastero di Santa Caterina da Siena, noto anche come monastero della Colomba dal nome di colei che ne fu la fondatrice nel 1488: la beata Colomba da Rieti. Colomba è stata una figura assai importante nella Perugia del Quattrocento, pacificatrice delle lotte interne, consigliera della famiglia Baglioni, i criptosignori di Perugia, ben nota per le sue doti di preveggenza. Il secondo convento, oggi Caserma, è quello di Santa Maria Maddalena o delle Repentute, fondato nel XVI secolo per ospitare le donne di malaffare che cambiavano vita e avevano bisogno di protezione e aiuto.
Di fronte all’ex Convento delle Repentute si trova una chiesetta curiosamente ‘tagliata’ da una abitazione privata che le si addossa sul lato destro della facciata. Si tratta della chiesetta di Santa Maria del Colle, oggi Auditorium Marianum ‘G. Frescobaldi’, sala da concerti e scuola di musica. La chiesetta di origine medievale venne interamente rifatta nel corso del Settecento dall’architetto Perugino Alessio Lorenzini, cui si deve anche l’edificazione del Teatro Comunale Morlacchi. Custodisce interessanti tele del Sei e Settecento locale.
Al termine della strada è la ‘doppia’ porta di San Pietro, capolavoro rinascimentale del maestro Agostino Di Duccio, allievo di Leon Battista Alberti, del 1475. Poco prima di arrivare ai Giardini del Frontone, sulla destra, è la piccola chiesa quattrocentesca detta ‘della Madonna di Braccio’ perché fatta edificare da Braccio Baglioni, condottiero e criptosignore di Perugia dal 1438 al 1479, che in questa area aveva numerosi possedimenti.
