Ancora due passi fino alla Porta di San Costanzo, passando per i Giardini del Frontone e il monastero benedettino di San Pietro
Campeggia sullo spiazzo davanti ai Giardini del Frontone il Monumento ai caduti del XX giugno, opera di Giuseppe Frenguelli, del 1909. Ricorda uno degli episodi più cruenti avvenuti in città: la strage di cittadini inermi da parte delle truppe pontificie, inviate per punire la città che si era resa indipendente dallo Stato della Chiesa; i fatti erano avvenuti cinquanta anni prima della posa del monumento, il 20 giugno del 1859. La fatale data della strage diede il nome a questa ultima porzione del borgo di San Pietro, che contempla l’area tra la porta di San Pietro e quella di San Costanzo, che potrete intravedere al fine della via.
I giardini del Frontone, secondo la conformazione attuale, appartengono al XVIII secolo, e furono allestiti sui resti degli orti di Braccio dai poeti della ‘Colonia Arcadica Augusta’, che ivi si riunivano per declamare i loro versi all’aperto. Sono detti ‘del Frontone’ per l’arco che chiude il piccolo spazio adibito a anfiteatro, opera settecentesca di Baldassarre Orsini.

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Di fronte al monumento del XX giugno potrete ammirare le ampie ed antiche fabbriche del monastero benedettino di S. Pietro, oggi sede della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università degli Studi di Perugia.
Il complesso venne fondato nel 966 dall’abate Pietro Catin sui resti del precedente duomo protoromanico della città, in seguito abbandonato a causa delle incursioni barbariche.
Dall’ingresso monumentale si accede al primo chiostro, progettato nel 1614 dall’architetto Valentino Martelli, che ha obliterato completamente la facciata della chiesa. Sull’antica facciata si possono ammirare raffinati affreschi trecenteschi, tra cui l’autentica rarità iconografica della Trinità tricefala, a sinistra dell’ingresso, in alto. La chiesa è un vero e proprio museo della città. Conserva infatti opere di gran pregio, tra gli altri, di Mino da Fiesole, Pietro Perugino, Vincenzo Danti, Giandomenico Cerrini, Antonio Vassilachis detto l’Aliense, Jean Baptist Wicar, Annibale Brugnoli. Dal chiostro del Martelli si può ammirare anche l’originale campanile, che nasce sui resti – del tutto evidenti-di un mausoleo romano, mentre la parte sommitale appartiene al rifacimento di età rinascimentale ed è opera di Bernardo Rossellino.

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Dal primo chiostro si accede ai successivi due, al suggestivo orto medievale rivisitato in chiave simbolica e allegorica, alla Galleria dei tesori d’arte, alla biblioteca e all’archivio, dove sono custoditi libri, incunaboli e testi minati di grande valore.
A chiudere il borgo e la nostra passeggiata, è la Porta di San Costanzo, fatta costruire dai benedettini nel 1587 su progetto di Valentino Martelli, in seguito ad ampliamenti nella struttura del monastero che inglobarono l’antica porta medievale, detta ‘di Braccio’, che si può oggi vedere all’interno dell’orto medievale.

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