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L ’Origine dei borghi di Perugia

La sky line che vedete da Stella, dall’affusolato campanile a punta dell’abbazia benedettina di San Pietro al poderoso bastione superstite della Rocca Paolina, è quella del borgo di Porta San Pietro, uno dei cinque rioni storici della città.

Fino al XIII secolo, i cittadini di Perugia vennero contenuti all’interno delle antiche mura etrusche, realizzate per buona parte nel III secolo a. C. Tuttavia, la città fu interessata nel Basso Medioevo da un elevato incremento demografico, di pari passo con la crescita economica ed il prestigio politico del Comune. I perugini cominciarono dunque a edificare loro case e botteghe al di fuori delle porte cittadine, in prossimità dei principali assi viari. Erano per lo più borghesi, mercanti o artigiani: i nobili e i ceti dirigenti conservavano i loro palazzi all’interno della ‘Terra vecchia’, come veniva identificata nei documenti dell’epoca la città entro le mura antiche. Alla fine del XIII secolo, i ‘borghi’ (così erano detti tali quartieri periferici), avevano assunto dimensioni e consistenza considerevole. I borghigiani, ormai una vera e propria comunità cittadina, chiesero a gran voce, e ottennero, l’edificazione di una nuova cinta muraria che inglobasse anche le loro abitazioni. Nasce così nel corso del XIV secolo la nuova cinta medievale, che comprese i cinque borghi cittadini, uno per ognuna delle cinque porte etrusche preesistenti. Fu allora che la città assunse la tipica pianta ‘a stella’, che il padre del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti, paragonò alle cinque dita di una mano: ‘Perosa, città celebre, che come le dita di una mano stesa, porge verso e colli i borghi”.

Tra i cinque borghi, quello di Porta San Pietro era certamente il più importante, e ciò per una ragione molto semplice: era la strada che dal centro cittadino portava verso Roma, ingresso e biglietto da visita della città per pontefici e principi che venivano a visitarla dall’Urbe eterna. Per questa ragione, a differenza di altre vie regali, questa venne lastricata fin dal 1276. Per questo è detta anche Borgo Bello: in quanto strada di ‘rappresentanza’ fu contraddistinta da un’edilizia più elegante ed importante. I pontefici che visitavano Perugia facevano sosta presso l’abbazia di San Pietro, dove ricevevano l’omaggio del vescovo e delle magistrature cittadine, e gli venivano consegnate le chiavi del Palazzo dei Priori, delle carceri  e del Capitolo cattedrale di San Lorenzo. Solo in seguito entravano in corteo attraverso quella che nel tempo si chiamò via Papale, Corso di Porta Romana, corso di San Pietro, ed ora, a partire dal 1871, Corso Cavour.

Foto Credits:https://www.ilbellodelborgo.it/attivita/basilica-di-san-pietro/

Foto Credits: https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187907-d555413-Reviews-Porta_San_Pietro-Perugia_Province_of_Perugia_Umbria.html

Come tutti gli altri rioni, Porta San Pietro ha un colore e un simbolo di apparenza. In questo caso il colore è il giallo, per il sole che sorge da questa parte della città  e per il grano che faceva da questa strada il suo ingresso a Perugia. Il simbolo è, per le ovvie ragioni che si sono dette, l’effige di San Pietro o le chiavi incrociate. A volte nei documenti si trova anche il leone, che nel Medioevo rappresentava la Chiesa, o un sasso, a ricordo della litomachia che si teneva proprio in questo rione.

immagine d’anteprima: https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g187907-d555413-Reviews-Porta_San_Pietro-Perugia_Province_of_Perugia_Umbria.html

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